La campagna elettorale è entrata nel vivo! Nelle varie piazze del paese le liste hanno iniziato a farsi conoscere, a far sentire la propria voce, e ad illustrare il proprio programma ai cittadini.
I programmi, però, possono essere “difficili” da leggere, e agli appuntamenti in piazza non tutti possono partecipare. Per questo motivo, abbiamo chiesto ai quattro frontrunner di rispondere ad alcune domande relative a quattro “temi caldi” per la nostra comunità: PNRR, politiche sovracomunali, attrattività economica e inclusione degli ultimi.
Abbiamo inviato le domande ai candidati circa una settimana fa. Non abbiamo condiviso le risposte che abbiamo ricevuto fino al momento della pubblicazione (quindi nessun candidato conosce le risposte dei propri avversari).
Di seguito le risposte di Silvio Lanciotti, candidato sindaco con la lista Scelgo Olevano.
Domanda 1: PNRR
Si parla tanto di PNRR, e nel vostro programma questo aspetto è citato spesso. La maggior parte degli elettori, però, non ha idea di come il PNRR possa avere un impatto su una comunità come quella di Olevano, e soprattutto sulle proprie vite. Al di là delle belle parole e delle buone intenzioni, come volete sfruttare il PNRR a Olevano, concretamente?
Silvio: «Il PNRR è certamente uno strumento da dover e saper utilizzare. I campi di azione e le tematiche affrontate all’interno di questo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono diversi e molto eterogenei. Noi come amministrazione parteciperemo a tutti quei bandi che strategicamente potranno contribuire a portare sviluppo e migliorie alla nostra comunità. Al contempo, ci rendiamo disponibili a supportare qualsiasi persona o ente o associazione che voglia presentare un valido progetto.»
Domanda 2: politiche sovracomunali
Il poeta John Donne diceva “Nessun uomo è un isola”, e non è un’isola neanche un paese. Siamo sempre parte di una realtà più ampia. Nel caso di Olevano, siamo parte della Città Metropolitana di Roma e della Regione Lazio. Qual è la vostra posizione in merito alle politiche sovracomunali? In altre parole, come pensate di interfacciarvi con le istituzioni, a tutti i livelli?
Il rapporto con le istituzioni sovracomunali è fondamentale. La prima cosa da fare – e la più semplice – è essere presenti, così da poter determinare le scelte che possono avere ricadute importanti nel nostro territorio. In altre parole, è il rapporto costante che il sindaco e la sua giunta riescono a stabilire con gli enti sovracomunali che determinerà la qualità delle misure e degli interventi a favore del nostro Comune.
Domanda 3: attrattività economica
Non serve vedere i dati demografici ed economici per vedere che Olevano sta morendo. La nostra comunità si sta lentamente spegnendo, sia dal punto di vista del numero di persone che ci vivono, che dal punto di vista del volume delle attività economiche e produttive. Qual è il vostro piano (fatto di cose concrete) per invertire questa tendenza, e tornare a far sì che Olevano sia un polo di attrattiva per i territori della Valle del Sacco e, perché no, dell’intero hinterland romano?
Il ruolo centrale del nostro Comune all’interno della zona della Valle del Sacco deve essere frutto di molteplici fattori, connessi tra loro. Diventare “polo attrattivo” vuol dire creare le condizioni per favorire la partecipazione attiva del Terzo settore, delle associazioni e di soggetti privati che vogliono investire all’interno della comunità, consentendo così anche la ri-aggregazione dei cittadini e delle cittadine. Diventa necessario dunque conciliare responsabilizzazione e partecipazione civica, formazione personale e professionale nel rispetto dell’ambiente e della comunità in cui si vive.
Domanda 4: inclusione degli ultimi
La politica è bella perché è fatta di idee, visione, futuro. Ma senza una solida base nell’oggi, parlare del domani è un mero esercizio di stile. Oggi, ahinoi, la realtà è che c’è tanto disagio: povertà, disoccupazione, ingiustizia sociale, che scorre nelle vene della nostra comunità, silenziosa e non vista. Come pensate di rispondere, con provvedimenti reali e chiari, alla domanda di dignità che viene dagli ultimi della nostra comunità?
Per poter dare risposte efficaci ad una comunità dove il disagio è concreto e reale, è necessario anzitutto conoscerla e coglierne i bisogni più profondi. Senza un’opportuna consapevolezza delle diversità presenti all’interno del tessuto sociale che abitano il nostro territorio diventa pressoché impossibile attuare azioni o politiche di inclusione, avviare provvedimenti volti all’integrazione della persona e prendere decisioni in merito alle politiche sociali.
Domanda 5: cosa manca e cosa promettete?
Senza girarci intorno: qual è il problema di Olevano? Cos’è che manca al nostro paese? Cos’è che promettete di portare, qualora veniste eletti?
L’aspetto forse più evidente di cui la nostra comunità ad oggi è carente è il senso di identità e di appartenenza. Un cittadino che non si identifica nella comunità in cui vive, difficilmente potrà rapportarsi con le istituzioni (dalle quali non si sentirà rappresentato) o dare il proprio contributo all’interno della società, facendo sì che l’intera comunità cresca. Un cittadino che non si sente parte integrante del proprio paese non farà nulla affinché esso cresca, migliori, si sviluppi e diffonda la propria cultura, la sua storia e i propri prodotti ad un livello nazionale e persino internazionale. Occorre ripristinare quel senso di “amor proprio” per le nostre radici, che permettano a ciascuno di noi di collaborare – su un piano orizzontale – con gli altri cittadini e – su un piano verticale – con la macchina amministrativa, per una ripresa generale e una crescita costante.
Le altre interviste
Luigi Baldi (Rinascita Civica)
Stefano Lico (Insieme per Olevano)