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Intervista a Umberto Quaresima (Bene Comune)

Abbiamo intervistato Umberto Quaresima per chiedergli di PNRR, politiche sovracomunali, attrattività economica e inclusione degli ultimi.
Elezioni Amministrative 2023
Intervista a Umberto Quaresima (Bene Comune)

La campagna elettorale è entrata nel vivo! Nelle varie piazze del paese le liste hanno iniziato a farsi conoscere, a far sentire la propria voce, e ad illustrare il proprio programma ai cittadini.

I programmi, però, possono essere “difficili” da leggere, e agli appuntamenti in piazza non tutti possono partecipare. Per questo motivo, abbiamo chiesto ai quattro frontrunner di rispondere ad alcune domande relative a quattro “temi caldi” per la nostra comunità: PNRR, politiche sovracomunali, attrattività economica e inclusione degli ultimi.

Abbiamo inviato le domande ai candidati circa una settimana fa. Non abbiamo condiviso le risposte che abbiamo ricevuto fino al momento della pubblicazione (quindi nessun candidato conosce le risposte dei propri avversari).

Di seguito le risposte di Umberto Quaresima, candidato sindaco con la lista Bene Comune.

 


 

Domanda 1: PNRR

Si parla tanto di PNRR, e nel vostro programma questo aspetto è citato spesso. La maggior parte degli elettori, però, non ha idea di come il PNRR possa avere un impatto su una comunità come quella di Olevano, e soprattutto sulle proprie vite. Al di là delle belle parole e delle buone intenzioni, come volete sfruttare il PNRR a Olevano, concretamente?

Il PNRR passa per organi istituzionali e eroga contributi cofinanziati da Unione Europea, Governo e Regione. Propone misure differenti a seconda della tipologia degli interventi.

Olevano Romano, negli ultimi 18 mesi, sulla misura M5 ha ideato, presentato e ricevuto in diversi casi sono stati già approvazioni per una serie di progetti, alcuni riferiti direttamente al comune di Olevano altri a comuni con lo stesso associati per lo sviluppo di progetti integrati A titolo esemplificativo e non esaustivo possiamo ricordare:

Lo sviluppo della stazione di povertà, per € 180.000.

Un intervento per € 210.000 per il burnout degli operatori sociali, cioè la capacità di operatori di essere formati rispetto allo stress che sia nella gestione dei rapporti sociali.

Il sostegno alla capacità genitoriale, diretta e indiretta, per supportare l’attività di crescita e formazione dei ragazzi o adolescenti in condizioni genitoriali fragili o delicate, per € 220.000

I percorsi di autonomia per i disabili, per € 315.000. Sono dei percorsi che hanno il doppio obiettivo: da un lato l’attività di formazione e di apprendimento, attraverso tecniche specifiche coerenti con le loro caratteristiche soggettive. Dall’altro, l’inclusione sociale, che è un concetto tale che permette di inserire queste persone con disabilità all’interno del sistema sociale, valorizzando le loro potenzialità e rendendole coerenti con i bisogni dei cittadini e della società.

Un intervento importante sull’autonomia degli anziani (quindi ex casa famiglia, per capirci), per € 1.500.000. Parliamo di servizi agli anziani per metterli in condizioni di avere quella sicurezza, autosufficienza, e per fare tutta una serie di interventi mirati all’interno delle loro strutture, per garantirgli una maggior sicurezza. Pensiamo, ad esempio, al Beghelli, piuttosto che all’abbattimento delle barriere architettoniche.
In questi casi parliamo di fondi da destinare al Distretto, ma di questi una buona parte è riservata ad Olevano, che gestisce direttamente gli investimenti.

Lo sviluppo di tecnologie digitali e di controllo e monitoraggio del sistema di abbandono dei rifiuti. Anche questo è un progetto della misura M5, fatto insieme altri comuni, con circa € 200.000 di competenza del comune di Olevano Romano.

€ 1.300.000 per un altro intervento PNRR la sistemazione di una serie di scarpate. Ad esempio, quella di Via del Piscolo e via Bartolomeo Roccardi.

La valorizzazione dei Luoghi della Cultura per € 260.000, con intervento di tipo regionale.

La messa in attivazione del “Dopo di noi”, che è già stato ristrutturato, e potrà essere gestito e ampliato, per un totale di € 400.000.

L’istituzione di una stazione di Povertà estrema, che sarebbe il punto di riferimento per la gestione di tutti i casi di persone fragili e in difficoltà sul territorio, per € 910.000.

Il progetto di Autonomia per gli anziani, quindi la ristrutturazione di un punto di riferimento per € 960.000.

Un progetto di rigenerazione urbana, fatto con sette comuni, di cui Olevano Romano è capofila, per un totale di € 5.000.000, di cui circa € 1.500.000 destinati ad Olevano per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la rigenerazione urbana all’interno del centro storico ancora in corso di approvazione. Progetto fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico urbano

Un intervento finanziato dalla Città Metropolitana per € 750.000 approvato per la riqualificazione della scuola media di Via Antonio Zonnino, che ospiterà la Casa delle Associazioni. La Casa delle Associazioni tutte le associazioni di riferimento del territorio, dalla Biblioteca alla Pro Loco, dalla Banda Musicale alle varie associazioni culturali. Questo è un intervento particolarmente importante perché ci sarà un grande sviluppo dal punto di vista tecnologico e digitale: verranno realizzate stanze multifunzionali e multimediali, che saranno messe a disposizione in maniera condivisa, per consentire anche attività di startup e lancio di nuove idee imprenditoriale. Stiamo parlando di un co-working, ossia uno spazio aperto per permettere ai cittadini di lavorare e, eventualmente, sviluppare delle piccole attività imprenditoriali che valorizzano il territorio.

La continuazione e dell’attuazione del progetto di sicurezza stradale sul territorio, con un aumento delle telecamere, delle foto-trappole, l’ultimazione di una piccola isola spartitraffico al centro di Olevano Romano e la riqualificazione di alcune aree.

Un intervento sul contenimento del rischio idrogeologico in Campo Le Fosse, Torricelle, e altre zone rurali per un € 1.200.000, che è stato presentato ed è in fase di approvazione.

Un progetto di € 610.000 presentato Fondo per lo Sport e Periferie per il campo sportivo Don Bosco, ma anche altri sport come pallamano, tiro con l’arco e altre attività multidisciplinari, con interventi a favore anche delle persone disabili. Anche questo è in fase di approvazione.

La manutenzione straordinaria del Centro Polifunzionale, per € 1.000.000.

L’intervento di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico su tutto il territorio in corso, in parte già finanziato e in parte in corso di finanziamento, per € 280.000. Su via Monte Belloni l’intervento è già stato realizzato.

Al di fuori dal PNRR ci sono altri interventi importanti, come la ristrutturazione della Villa de Pisa per € 430.000. Questo è un intervento con quello della Casa delle Associazioni e con il Castello Colonna.

Interventi dal punto di vista digitale già finanziati: adattamento della piattaforma PagoPA e adozione del cloud, per facilitare l’accesso dei cittadini all’interno dei procedimenti amministrativi della pubblica amministrazione; piattaforma SPID, per la gestione delle notifiche anche attraverso canali non attualmente utilizzati; adozione dell’app IO etc. per un totale complessivamente di € 350.000.

Ristrutturazione e ampliamento dell’Istituto Comprensivo di Piazza Karol Wojtyla per € 650.000 euro. Questo è un intervento presentato nel 2017/18 che ci permetterà di ridurre il caro energia all’interno della scuola e migliorare la qualità della vita all’interno del plesso, soprattutto nel piano terra dove ci sono seri problemi di igiene (c’è il problema della fuoriuscita della dell’umidità, che poi ogni anno ci costringe a spendere decime di mila euro anno per la manutenzione).

Un ulteriore idea è quello della realizzazione dell’ospedale di comunità, anche se sarà rimodulato in base alle nuove linee guida regionali. L’obiettivo è, in quel caso, è anche quello di andare a sviluppare un parcheggio al di sopra di Piazzale Aldo Moro.

A tal proposito, abbiamo intenzione di realizzare due parcheggi importanti: al di sotto di Piazzale Aldo Moro, e l’altro vicino in Viale Vittorio Veneto in prossimità di Via del Parco, con l’ausilio di fondi PNRR ministeriali già individuati. Un altro intervento PNRR è quello di effettuare una manutenzione straordinaria del cimitero per un miglioramento dello stesso (rifacimento viali, e spazi comuni, messa in sicurezza, gestione delle acque reflue, decoro, etc.)

Concludo ribadendo che parliamo di progetti o approvati o in corso di approvazione.

 


 

Domanda 2: politiche sovracomunali

Il poeta John Donne diceva “Nessun uomo è un isola”, e non è un’isola neanche un paese. Siamo sempre parte di una realtà più ampia. Nel caso di Olevano, siamo parte della Città Metropolitana di Roma e della Regione Lazio. Qual è la vostra posizione in merito alle politiche sovracomunali? In altre parole, come pensate di interfacciarvi con le istituzioni, a tutti i livelli?

Il sistema di gestione delle autonomie locali come noto è indicato dalla Costituzione, dal Testo Unico degli Enti Locali. Per noi è essenziale avere dei rapporti con istituzioni che hanno un obiettivo: verificare se le nostre possibilità rispetto alla soddisfazione dei bisogni che noi riteniamo critici di successo per il nostro territorio, siano fattibili rispetto alle disposizioni e alle disponibilità di cui agli organi sovracomunali.

Come facciamo per fare tutto questo? Lo facciamo individuando per area e per “gruppi di interesse”, cioè persone che rappresentano un’area o un territorio o un gruppo sociale, i bisogni principali. Questi vengono ponderati rispetto a due elementi fondamentali: l’importanza rispetto alla creazione dell’utilità sociale e il costo per la realizzazione di quelle attività. Si valutano questi elementi, li si mettono al sistema e si determino, anche in base ad una valutazione complessiva comparata rispetto all’utilità non sociale e rispetto al gruppo di interesse.

Fatte queste valutazioni si vedono le disposizioni normative di riferimento provinciali e regionali e si individuano i referenti istituzionali con cui il sottoscritto e il gruppo hanno già in corso attività interlocutorie.

Lo stesso programma è stato realizzato in un’ottica di sviluppo e utilizzo di risorse disponibili non solo dal PNRR, ma anche il GOL, il Piano Operativo Regionale, il Fondo Sociale Europeo, Piano Transizione 4.0, gli interventi di programmazione con le leggi regionali sulla gestione dell’invecchiamento attivo della società, sull’associazionismo sociale (Associazione AMO, Pro Loco, Strada del Vino, AssOlivol, Associazione Banda Musicale, Biblioteca, etc.) e per il supporto allo sviluppo delle piccole e medie imprese del territorio, e per in decoro urbano, ambiente e sviluppo sostenibile.

Abbiamo referenti istituzionali sia all’interno delle commissioni regionali che negli assessori di riferimento (es servizio sociale, urbanistica, trasporti, attività produttive, rifiuti, sport e turismo) sia a livello regionale che provinciale. È costante e continuo il rapporto di integrazione fra queste due esigenze: da un lato che cosa c’è a livello regionale e provinciale in termini normativi e di sviluppo delle attività, e dall’altro la soddisfazione dei bisogni dei singoli gruppi di pressione e comparata rispetto agli interessi sociali, quindi complessiva di tutta la collettività, in modo da fare match fra questi due questi due aspetti.

Tutto questo oggi lo possiamo fare perché abbiamo ridotto sostanzialmente il debito comunale ereditato messo in sicurezza i bilanci comunali, e possiamo permetterci di investire di più rispetto a prima.

 


 

Domanda 3: attrattività economica

Non serve vedere i dati demografici ed economici per vedere che Olevano sta morendo. La nostra comunità si sta lentamente spegnendo, sia dal punto di vista del numero di persone che ci vivono, che dal punto di vista del volume delle attività economiche e produttive. Qual è il vostro piano (fatto di cose concrete) per invertire questa tendenza, e tornare a far sì che Olevano sia un polo di attrattiva per i territori della Valle del Sacco e, perché no, dell’intero hinterland romano?

La riduzione della popolazione nelle diverse fasce di età e delle attività economiche e produttive sul territorio è una redazione fisiologica che, come sappiamo, prende un po’ tutti i paesi dell’hinterland Romano e della regione Lazio. Ma è un fenomeno che si verifica anche a livello nazionale, e questo dipende da un elemento che è più legato all’economia nazionale e allo sviluppo sociale, piuttosto che locale.

L’obiettivo, oggi, per riqualificare il territorio, rivalorizzarlo e metterci in condizioni di poter essere un punto di riferimento sull’hinterland della Valle del Sacco e, volendo, a livello regionale, si basa su due elementi fondamentali.

Da un lato, il supporto della piccola e media impresa esistente, su attività prevalentemente di piccoli artigiani, piccoli commercianti, di sviluppo del turismo locale attraverso la tecnica del turismo diffuso, e attraverso elementi che si basano sul fatto che i giovani e meno giovani devono acquisire tutte quelle conoscenze che sono necessarie per creare una start up di impresa. Questo lo si può fare attraverso l’informazione, creando uno sportello di ascolto al Comune di tutte le possibilità che ci sono, non solo finanziarie. Come dicevamo prima, il GOL sulla regione Lazio, piuttosto che il microcredito o altri interventi di natura finanziaria, ma anche attraverso l’educazione alla crescita di una piccola attività imprenditoriale, artigianale, di servizi, etc. Alcuni esempi di eccellenze sul territorio ad Olevano li abbiamo già. Attraverso le esperienze delle persone che stanno all’interno del gruppo Bene Comune, possiamo creare un sistema di ascolto, di supporto e assistenza alla creazione e allo sviluppo di nuove piccole attività.

La nostra connotazione è quella di aiutare a sviluppare le piccole e medie imprese locali, soprattutto artigianali e agricole, e piccoli commercianti nel centro storico e nella realtà urbana. La parte artigianale e “industriale”, che si sviluppa fuori dal centro urbano, va supportata attraverso l’erogazione delle infrastrutture necessarie affinché queste possono essere sviluppate: collegamento più diretto con la città di Roma, servizi essenziali come depuratore, illuminazione, viabilità e decoro ambientale.

È chiaro che il maggior reddito che deriva dalle attività di grande distribuzione deve essere contemperato attraverso un altro concetto, ossia supportare le piccole realtà dove c’è meno un valore aggiunto, però c’è maggior qualità.

 


 

Domanda 4: inclusione degli ultimi

La politica è bella perché è fatta di idee, visione, futuro. Ma senza una solida base nell’oggi, parlare del domani è un mero esercizio di stile. Oggi, ahinoi, la realtà è che c’è tanto disagio: povertà, disoccupazione, ingiustizia sociale, che scorre nelle vene della nostra comunità, silenziosa e non vista. Come pensate di rispondere, con provvedimenti reali e chiari, alla domanda di dignità che viene dagli ultimi della nostra comunità?

Attraverso l’attuazione delle misure PNRR che abbiamo già citato.

Stazione di povertà, sostegno all’autonomia per gli anziani e alla dignità delle persone in condizioni di disagio economico.

Sviluppare nuovi progetti con il Centro Anziani ed il segretariato sociale, che tutti gli anni, in base ai nostri interventi, crea rapporti di integrazione e di inclusione sociale di persone che hanno un certo tipo di difficoltà.

Con uno sportello di ascolto potremmo individuare le caratteristiche soggettive delle persone che cercano lavoro, profilarle da un punto di vista delle attitudini, e aiutarle a rientrare all’interno del mercato del lavoro. Supportare rispetto a un’attività di match tra domanda e offerta di lavoro attiva (e non passiva), quindi tale da poter reinserirsi all’interno di realtà prevalentemente locali.

Quindi la prima cosa è la capacità di andare a mettere in condizione le persone che si trovano in situazioni di difficoltà, perché magari in famiglia non lavorano, di avere tutti gli strumenti informativi necessari per poter poi rientrare nel mondo del lavoro.

La nostra attività si baserà su tre elementi fondamentali.

Il primo è la costruzione di una impresa sociale, utilizzando tutti gli elementi giuridici e amministrativi necessari per poterne supportare la costituzione. Un’impresa che possa essere utilizzare per i servizi all’interno dell’area comunale, che in questo caso sono affidati a fornitori esterni. Mi viene da pensare alla pulizia del territorio, la pulizia del cimitero, il Pedibus, e altre attività che potrebbero avere una domanda di risorse umane del territorio. Mi riferisco anche alla possibilità di affidare la pulizia e la gestione dei parchi, con aree ristoro, percorsi di trekking e percorsi attrezzati, come succede agli Altipiani di Arcinazzo. Questo ci permetterebbe di andare a ridurre la disoccupazione del territorio, e tenere ricchezza all’interno del territorio stesso.

Il secondo intervento sul reinserimento delle persone che escono dal Reddito di Cittadinanza, in base alle competenze, attraverso un sistema di profilazione. Questo lo potremmo fare come ufficio di supporto o sportello al cittadino. In base alla profilazione la persona può andare a fare un lavoro, può sviluppare una piccola attività di impresa, oppure può approfondire le competenze facendo corsi di formazione per poi ricollocarsi di nuovo nel mercato del lavoro.

Il terzo elemento è la creazione di un Segretariato Sociale, ossia un sistema di collegamento tra gli organi del comune, gli organi della regione e gli organi del ministero, tale da utilizzare le fonti di finanziamento del PNRR e le disponibilità comunali, attraverso la rilevazione delle principali necessità. Quindi, tramite l’intervento del servizio sociale, fare in modo che le persone che hanno difficoltà più evidenti possano essere aiutata attraverso interventi mirati. Ad esempio, come abbiamo fatto negli anni precedenti, con la partecipazione alla copertura di parte del canone di locazione, oppure con la concessione di contributi rispetto alle utenze domestiche o rateizzazione tasse comunali. Quindi attraverso la politica fiscale locale realizzare degli interventi mirati di tutela per le fasce più deboli. Da un lato permette alle persone in difficoltà di avere uno sconto, e dall’altro di “restituire” lo sconto ricevuto con disponibilità rispetto alle esigenze del comune (ad esempio la pulizia dei parchi, il controllo del museo, la gestione dei parcheggi, etc.). In questo il piano fiscale tributario di agevolazioni è contemporaneo dal fatto che le persone si rendono disponibile per una quota di giornate e con servizi pubblici importanti per la comunità locale.

 


 

Domanda 5: cosa manca e cosa promettete?

Senza girarci intorno: qual è il problema di Olevano? Cos’è che manca al nostro paese? Cos’è che promettete di portare, qualora veniste eletti?

Il problema di Olevano è il fatto che i cittadini dovrebbero sentirsi attivi rispetto allo sviluppo delle attività sul territorio, che siano sociali, economiche o culturali. Dovrebbero partecipare maggiormente attraverso una maggior coscienza in termini ambientali e civili, anche attraverso una congiunta educazione scolastica su tali temi. Dobbiamo fare in modo che ognuno di noi, nel suo piccolo, faccia la sua parte, evitando di avere un approccio solo pessimista e distruttivo, dicendo che non funziona niente (anche perché non è vero che non funziona niente). Se ognuno facesse la sua piccola parte e avesse questo elemento identitario dell’idea della comunità, dell’idea dell’inclusione sociale, dello sviluppo del territorio e dalla valorizzazione delle risorse che abbiamo, credo che tanti problemi semplici si risolverebbero quasi automaticamente e si potrebbero porre e giuste basi per risolvere i problemi più complessi
È fondamentale il riconoscimento dell’identità del territorio e la condivisione di valori civili comuni a tutti noi cittadini

Il vero problema è che la gente è disamorata della politica, perché tante volte non riesce ad accettare bene tutti i meccanismi burocratici, le difficoltà finanziarie che ci sono dietro. Amministrare non è semplice, però se ognuno facesse la sua parte sicuramente darebbe un grande aiuto per la comunità, e la somma delle piccole parti di quasi 7.000 persone creerebbe un grande valore aggiunto. La nostra coscienza sociale deve maturare rispetto al fatto che siamo in un paese storico, che ha delle grandi eccellenze e che è molto apprezzato in Italia e nel mondo. Ha dei punti di debolezza, ma possono migliorare partendo dal ruolo del cittadino attivo all’interno della cosa pubblica.

Il nostro obiettivo è far sì che i cittadini abbiano tutti gli strumenti necessari per sentirsi parte attiva ed integrata della comunità locale.

 


 

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Luigi Baldi (Rinascita Civica)

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