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Intervista ai candidati sindaco

Abbiamo intervistato i candidati sindaco per chiedergli di PNRR, politiche sovracomunali, attrattività economica e inclusione degli ultimi.
Elezioni Amministrative 2023
Interviste ai candidati

La campagna elettorale è entrata nel vivo! Nelle varie piazze del paese le liste hanno iniziato a farsi conoscere, a far sentire la propria voce, e ad illustrare il proprio programma ai cittadini.

I programmi, però, possono essere “difficili” da leggere, e agli appuntamenti in piazza non tutti possono partecipare. Per questo motivo, abbiamo chiesto ai quattro frontrunner di rispondere ad alcune domande relative a quattro “temi caldi” per la nostra comunità: PNRR, politiche sovracomunali, attrattività economica e inclusione degli ultimi.

Abbiamo inviato le domande ai candidati circa una settimana fa. Non abbiamo condiviso le risposte che abbiamo ricevuto fino al momento della pubblicazione (quindi nessun candidato conosce le risposte dei propri avversari).

Qui le interviste:

  1. Luigi Baldi (Rinascita Civica)
  2. Silvio Lanciotti (Scelgo Olevano)
  3. Stefano Lico (Insieme per Olevano)
  4. Umberto Quaresima (Bene Comune)

 

Di seguito, invece, le risposte dei quattro candidati sindaco, divise per domanda.

 


 

Domanda 1: PNRR

Si parla tanto di PNRR, e nel vostro programma questo aspetto è citato spesso. La maggior parte degli elettori, però, non ha idea di come il PNRR possa avere un impatto su una comunità come quella di Olevano, e soprattutto sulle proprie vite. Al di là delle belle parole e delle buone intenzioni, come volete sfruttare il PNRR a Olevano, concretamente?

 

Luigi Baldi

Poco si sa di ciò che la passata amministrazione ha concordato con gli altri comuni sui progetti del PNRR. Né tantomeno si è svolto alcun dibattito negli organi istituzionali e fra i cittadini. Scopriremo lo stato dell’arte e porremo in essere tutti gli atti per adeguare alle nostre esigenze questa storica opportunità. È chiaro che le necessità di infrastrutture (parcheggi, viabilità, impianti sportivi…) sono per noi oggetto di particolare attenzione, ma il PNRR , nel suo spirito, deve occupare anche la transizione ecologica (energie alternative, sostenibilità ambientale, agricoltura biologica) e la transizione digitale. Una società moderna ha la necessità di velocizzare e semplificare il rapporto con la Pubblica Amministrazione e i moderni strumenti informatici sono utili ad avviare una nuova cultura.

 

Silvio Lanciotti

Silvio: «Il PNRR è certamente uno strumento da dover e saper utilizzare. I campi di azione e le tematiche affrontate all’interno di questo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono diversi e molto eterogenei. Noi come amministrazione parteciperemo a tutti quei bandi che strategicamente potranno contribuire a portare sviluppo e migliorie alla nostra comunità. Al contempo, ci rendiamo disponibili a supportare qualsiasi persona o ente o associazione che voglia presentare un valido progetto.»

 

Stefano Lico

Il PNRR prevede una serie di investimenti e di riforme in risposta alla crisi pandemica.

Questo piano è previsto per l’arco temporale 2021-2026 e si inserisce n un quadro più ampio di forme di finanziamento

Il PNRR include molteplici misure di investimento, molte delle quali prevedono come soggetti attuatori o soggetti beneficiari le Pubbliche Amministrazioni e gli Enti Locali (Comuni, Regioni, Città Metropolitane).

Come sappiamo ai Comuni è arrivato o arriverà un ingente ammontare di risorse; risorse da spendere in poco tempo, ma soprattutto dimostrando che hanno portato ad impatti significativi e concreti nella qualità della vita delle persone e delle imprese.

A fronte di questa inedita situazione le amministrazioni lamentano due difficoltà, correlate, ma distinte. La prima e più evidente è la mancanza di personale qualificato. Basta ricordare che negli ultimi 10 anni i Comuni hanno perso quasi un quinto dei loro dipendenti e che i restanti hanno un’età media molto elevata.
La seconda difficoltà, che è legata alla prima, è l’impossibilità anche dei dipendenti presenti a gestire questa enorme mole di lavora, ed è proprio per questo che riteniamo fondamentale intervenire in questo senso se veramente si vuole creare una macchina amministrativa efficiente.

Insieme per Olevano ritiene fondamentale definire prioritariamente le strategie e gli obiettivi, rispetto ai progetti stessi. Fondamentale doveva essere, e per noi lo sarà, includere all’interno dei percorsi partecipativi le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le associazioni, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato che operano sul territorio e che INSIEME agiscono in diversi ambiti, dall’assistenza alle persone con disabilità alla tutela dell’ambiente, dai servizi sanitari e socio-assistenziali.

Riteniamo di fondamentale importanza portare avanti quei progetti già approvati e finanziati nell’ambito sociale, sportivo e di riqualificazione di strutture esistenti, portati avanti grazie al nostro impegno nella passata amministrazione.

 

Umberto Quaresima

Il PNRR passa per organi istituzionali e eroga contributi cofinanziati da Unione Europea, Governo e Regione. Propone misure differenti a seconda della tipologia degli interventi.

Olevano Romano, negli ultimi 18 mesi, sulla misura M5 ha ideato, presentato e ricevuto in diversi casi sono stati già approvazioni per una serie di progetti, alcuni riferiti direttamente al comune di Olevano altri a comuni con lo stesso associati per lo sviluppo di progetti integrati A titolo esemplificativo e non esaustivo possiamo ricordare:

Lo sviluppo della stazione di povertà, per € 180.000.

Un intervento per € 210.000 per il burnout degli operatori sociali, cioè la capacità di operatori di essere formati rispetto allo stress che sia nella gestione dei rapporti sociali.

Il sostegno alla capacità genitoriale, diretta e indiretta, per supportare l’attività di crescita e formazione dei ragazzi o adolescenti in condizioni genitoriali fragili o delicate, per € 220.000

I percorsi di autonomia per i disabili, per € 315.000. Sono dei percorsi che hanno il doppio obiettivo: da un lato l’attività di formazione e di apprendimento, attraverso tecniche specifiche coerenti con le loro caratteristiche soggettive. Dall’altro, l’inclusione sociale, che è un concetto tale che permette di inserire queste persone con disabilità all’interno del sistema sociale, valorizzando le loro potenzialità e rendendole coerenti con i bisogni dei cittadini e della società.

Un intervento importante sull’autonomia degli anziani (quindi ex casa famiglia, per capirci), per € 1.500.000. Parliamo di servizi agli anziani per metterli in condizioni di avere quella sicurezza, autosufficienza, e per fare tutta una serie di interventi mirati all’interno delle loro strutture, per garantirgli una maggior sicurezza. Pensiamo, ad esempio, al Beghelli, piuttosto che all’abbattimento delle barriere architettoniche.
In questi casi parliamo di fondi da destinare al Distretto, ma di questi una buona parte è riservata ad Olevano, che gestisce direttamente gli investimenti.

Lo sviluppo di tecnologie digitali e di controllo e monitoraggio del sistema di abbandono dei rifiuti. Anche questo è un progetto della misura M5, fatto insieme altri comuni, con circa € 200.000 di competenza del comune di Olevano Romano.

€ 1.300.000 per un altro intervento PNRR la sistemazione di una serie di scarpate. Ad esempio, quella di Via del Piscolo e via Bartolomeo Roccardi.

La valorizzazione dei Luoghi della Cultura per € 260.000, con intervento di tipo regionale.

La messa in attivazione del “Dopo di noi”, che è già stato ristrutturato, e potrà essere gestito e ampliato, per un totale di € 400.000.

L’istituzione di una stazione di Povertà estrema, che sarebbe il punto di riferimento per la gestione di tutti i casi di persone fragili e in difficoltà sul territorio, per € 910.000.

Il progetto di Autonomia per gli anziani, quindi la ristrutturazione di un punto di riferimento per € 960.000.

Un progetto di rigenerazione urbana, fatto con sette comuni, di cui Olevano Romano è capofila, per un totale di € 5.000.000, di cui circa € 1.500.000 destinati ad Olevano per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la rigenerazione urbana all’interno del centro storico ancora in corso di approvazione. Progetto fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico urbano

Un intervento finanziato dalla Città Metropolitana per € 750.000 approvato per la riqualificazione della scuola media di Via Antonio Zonnino, che ospiterà la Casa delle Associazioni. La Casa delle Associazioni tutte le associazioni di riferimento del territorio, dalla Biblioteca alla Pro Loco, dalla Banda Musicale alle varie associazioni culturali. Questo è un intervento particolarmente importante perché ci sarà un grande sviluppo dal punto di vista tecnologico e digitale: verranno realizzate stanze multifunzionali e multimediali, che saranno messe a disposizione in maniera condivisa, per consentire anche attività di startup e lancio di nuove idee imprenditoriale. Stiamo parlando di un co-working, ossia uno spazio aperto per permettere ai cittadini di lavorare e, eventualmente, sviluppare delle piccole attività imprenditoriali che valorizzano il territorio.

La continuazione e dell’attuazione del progetto di sicurezza stradale sul territorio, con un aumento delle telecamere, delle foto-trappole, l’ultimazione di una piccola isola spartitraffico al centro di Olevano Romano e la riqualificazione di alcune aree.

Un intervento sul contenimento del rischio idrogeologico in Campo Le Fosse, Torricelle, e altre zone rurali per un € 1.200.000, che è stato presentato ed è in fase di approvazione.

Un progetto di € 610.000 presentato Fondo per lo Sport e Periferie per il campo sportivo Don Bosco, ma anche altri sport come pallamano, tiro con l’arco e altre attività multidisciplinari, con interventi a favore anche delle persone disabili. Anche questo è in fase di approvazione.

La manutenzione straordinaria del Centro Polifunzionale, per € 1.000.000.

L’intervento di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico su tutto il territorio in corso, in parte già finanziato e in parte in corso di finanziamento, per € 280.000. Su via Monte Belloni l’intervento è già stato realizzato.

Al di fuori dal PNRR ci sono altri interventi importanti, come la ristrutturazione della Villa de Pisa per € 430.000. Questo è un intervento con quello della Casa delle Associazioni e con il Castello Colonna.

Interventi dal punto di vista digitale già finanziati: adattamento della piattaforma PagoPA e adozione del cloud, per facilitare l’accesso dei cittadini all’interno dei procedimenti amministrativi della pubblica amministrazione; piattaforma SPID, per la gestione delle notifiche anche attraverso canali non attualmente utilizzati; adozione dell’app IO etc. per un totale complessivamente di € 350.000.

Ristrutturazione e ampliamento dell’Istituto Comprensivo di Piazza Karol Wojtyla per € 650.000 euro. Questo è un intervento presentato nel 2017/18 che ci permetterà di ridurre il caro energia all’interno della scuola e migliorare la qualità della vita all’interno del plesso, soprattutto nel piano terra dove ci sono seri problemi di igiene (c’è il problema della fuoriuscita della dell’umidità, che poi ogni anno ci costringe a spendere decime di mila euro anno per la manutenzione).

Un ulteriore idea è quello della realizzazione dell’ospedale di comunità, anche se sarà rimodulato in base alle nuove linee guida regionali. L’obiettivo è, in quel caso, è anche quello di andare a sviluppare un parcheggio al di sopra di Piazzale Aldo Moro.

A tal proposito, abbiamo intenzione di realizzare due parcheggi importanti: al di sotto di Piazzale Aldo Moro, e l’altro vicino in Viale Vittorio Veneto in prossimità di Via del Parco, con l’ausilio di fondi PNRR ministeriali già individuati. Un altro intervento PNRR è quello di effettuare una manutenzione straordinaria del cimitero per un miglioramento dello stesso (rifacimento viali, e spazi comuni, messa in sicurezza, gestione delle acque reflue, decoro, etc.)

Concludo ribadendo che parliamo di progetti o approvati o in corso di approvazione.

 


 

Domanda 2: politiche sovracomunali

Il poeta John Donne diceva “Nessun uomo è un isola”, e non è un’isola neanche un paese. Siamo sempre parte di una realtà più ampia. Nel caso di Olevano, siamo parte della Città Metropolitana di Roma e della Regione Lazio. Qual è la vostra posizione in merito alle politiche sovracomunali? In altre parole, come pensate di interfacciarvi con le istituzioni, a tutti i livelli?

 

Luigi Baldi

La Città Metropolitana rappresenta certamente un’istituzione con la quale costruire un rinnovato rapporto per diversi ambiti di cui ha la competenza. Fanno capo ad essa le strade sovracomunali e le scuole superiori che nel nostro caso vanno manutenute e riqualificate. Inoltre, la ventilata riforma delle Province, con molta probabilità riconsegnerà ad essa importanti funzioni gestionali attualmente in capo alle Regioni. Noi ci candidiamo per essere protagonismi con queste istituzioni. Riteniamo inoltre che una Unione dei Comuni, il cui ambito territoriale ottimale sia costituito dall’alta valle del Sacco (Genazzano, San Vito, Rocca Santo Stefano, Olevano Romano, Roiate e Bellegra), possa facilmente drenare risorse per progetti comuni.

 

Silvio Lanciotti

Il rapporto con le istituzioni sovracomunali è fondamentale. La prima cosa da fare – e la più semplice – è essere presenti, così da poter determinare le scelte che possono avere ricadute importanti nel nostro territorio. In altre parole, è il rapporto costante che il sindaco e la sua giunta riescono a stabilire con gli enti sovracomunali che determinerà la qualità delle misure e degli interventi a favore del nostro Comune.

 

Stefano Lico

INSIEME POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA potrebbe sembrare un semplice slogan politico, ma per noi non lo è. Questo è il cammino del prossimo decennio.

La crisi economica che colpisce l’Italia ci ha posto di fronte a nuove sfide, dalla limitatezza dei budget a disposizione delle pubbliche amministrazioni, alla necessità di individuare nuovi strumenti per la cooperazione intercomunale e sovracomunale, finalizzati:

Alla riduzione degli sprechi
Ad una maggiore incisività ed efficacia delle politiche adottate
All’ottenimento di finanziamenti europei

La sfida del futuro è individuare soluzioni condivise ed integrate a problemi complessi, aprendosi al dialogo costruttivo, commutando l’occasione di vivere IN MEZZO agli altri in vantaggio di vivere CON gli altri.

La necessità di allargare i propri orizzonti al di là dei propri confini amministrativi, per cercare nuove alleanze e nuovi elementi di condivisione emerge in seno alle istituzioni.

Riteniamo sia fondamentale la costituzione di ambiti territoriali di COOPERAZIONE SOVRACOMUNALE ED INTERCOMUNALE, perché garantisce un’ottimizzazione dell’uso delle risorse finanziarie, umane ed organizzative a disposizione delle amministrazioni comunali, nonché la piena attuazione e concretizzazione del principio di sussidiarietà, che trova compitezza in ragione della vicinanza al cittadino, nell’individuare soluzioni appropriate a PROBLEMI LOCALI.

La cooperazione sovracomunale si concretizza viceversa su una scala più ampia e si pone come fine l’individuazione di una strategia condivisa di sviluppo locale, con una prospettiva di lungo periodo, estraendo ed aggregando la conoscenza locale diffusa e le preferenze dei cittadini, implementando progetti e gestendo un progetto di apprendimento, ponendo il territorio al centro di ogni strategia di sviluppo.

 

Umberto Quaresima

Il sistema di gestione delle autonomie locali come noto è indicato dalla Costituzione, dal Testo Unico degli Enti Locali. Per noi è essenziale avere dei rapporti con istituzioni che hanno un obiettivo: verificare se le nostre possibilità rispetto alla soddisfazione dei bisogni che noi riteniamo critici di successo per il nostro territorio, siano fattibili rispetto alle disposizioni e alle disponibilità di cui agli organi sovracomunali.

Come facciamo per fare tutto questo? Lo facciamo individuando per area e per “gruppi di interesse”, cioè persone che rappresentano un’area o un territorio o un gruppo sociale, i bisogni principali. Questi vengono ponderati rispetto a due elementi fondamentali: l’importanza rispetto alla creazione dell’utilità sociale e il costo per la realizzazione di quelle attività. Si valutano questi elementi, li si mettono al sistema e si determino, anche in base ad una valutazione complessiva comparata rispetto all’utilità non sociale e rispetto al gruppo di interesse.

Fatte queste valutazioni si vedono le disposizioni normative di riferimento provinciali e regionali e si individuano i referenti istituzionali con cui il sottoscritto e il gruppo hanno già in corso attività interlocutorie.

Lo stesso programma è stato realizzato in un’ottica di sviluppo e utilizzo di risorse disponibili non solo dal PNRR, ma anche il GOL, il Piano Operativo Regionale, il Fondo Sociale Europeo, Piano Transizione 4.0, gli interventi di programmazione con le leggi regionali sulla gestione dell’invecchiamento attivo della società, sull’associazionismo sociale (Associazione AMO, Pro Loco, Strada del Vino, AssOlivol, Associazione Banda Musicale, Biblioteca, etc.) e per il supporto allo sviluppo delle piccole e medie imprese del territorio, e per in decoro urbano, ambiente e sviluppo sostenibile.

Abbiamo referenti istituzionali sia all’interno delle commissioni regionali che negli assessori di riferimento (es servizio sociale, urbanistica, trasporti, attività produttive, rifiuti, sport e turismo) sia a livello regionale che provinciale. È costante e continuo il rapporto di integrazione fra queste due esigenze: da un lato che cosa c’è a livello regionale e provinciale in termini normativi e di sviluppo delle attività, e dall’altro la soddisfazione dei bisogni dei singoli gruppi di pressione e comparata rispetto agli interessi sociali, quindi complessiva di tutta la collettività, in modo da fare match fra questi due questi due aspetti.

Tutto questo oggi lo possiamo fare perché abbiamo ridotto sostanzialmente il debito comunale ereditato messo in sicurezza i bilanci comunali, e possiamo permetterci di investire di più rispetto a prima.

 


 

Domanda 3: attrattività economica

Non serve vedere i dati demografici ed economici per vedere che Olevano sta morendo. La nostra comunità si sta lentamente spegnendo, sia dal punto di vista del numero di persone che ci vivono, che dal punto di vista del volume delle attività economiche e produttive. Qual è il vostro piano (fatto di cose concrete) per invertire questa tendenza, e tornare a far sì che Olevano sia un polo di attrattiva per i territori della Valle del Sacco e, perché no, dell’intero hinterland romano?

 

Luigi Baldi

Olevano sta morendo e il paziente è gravemente peggiorato negli ultimi dieci anni di amministrazione comunale. Una lista elettorale si sarebbe potuta tranquillamene chiamare “Resuscitiamo Olevano”. È il momento quindi di una grande trasformazione che consenta una ripresa del dinamismo e dell’efficienza. Azioni concrete dovranno accompagnare questa trasformazione concentrandoci innanzitutto nella maggiore efficienza dei servizi amministrativi, nella velocità rispetto ai bisogni, nella riqualificazione del patrimonio edilizio, nello sviluppo dell’enogastronomia, nell’offrire al mondo dello sport strutture in grado di trattenere le eccellenze e far vivere il tempo libero.

 

Silvio Lanciotti

Il ruolo centrale del nostro Comune all’interno della zona della Valle del Sacco deve essere frutto di molteplici fattori, connessi tra loro. Diventare “polo attrattivo” vuol dire creare le condizioni per favorire la partecipazione attiva del Terzo settore, delle associazioni e di soggetti privati che vogliono investire all’interno della comunità, consentendo così anche la ri-aggregazione dei cittadini e delle cittadine. Diventa necessario dunque conciliare responsabilizzazione e partecipazione civica, formazione personale e professionale nel rispetto dell’ambiente e della comunità in cui si vive.

 

Stefano Lico

Grazie alla collaborazione con i territori circostanti, osserveremo il modo in cui questi soggetti si sono relazionati ai propri contesti culturali, economici e turistici, per sviluppare studi, soluzioni e politiche di intervento capaci di valorizzare I’ attrattivi dei loro territori, rafforzando la loro cultura e creatività.

Cercheremo in ogni modo, convinti di riuscirci, di creare attrattivà verso il nostro patrimonio anche culturale. Creare attrattività dei territori significa favorire, sostenere e promuovere le reti tra soggetti che contribuiscono a valorizzare l’identità di ogni luogo.

Riconosceremo nell’implementazione di nuove tecnologie e nello sviluppo di una più avanzata cultura dell’innovazione la possibilità di migliorare la gestione e la valorizzazione dei beni culturali.

Questo permetterà di amplificare ulteriormente la fruizione della cultura stessa, con ricadute molto positive in termini di attrattività.

 

Umberto Quaresima

La riduzione della popolazione nelle diverse fasce di età e delle attività economiche e produttive sul territorio è una redazione fisiologica che, come sappiamo, prende un po’ tutti i paesi dell’hinterland Romano e della regione Lazio. Ma è un fenomeno che si verifica anche a livello nazionale, e questo dipende da un elemento che è più legato all’economia nazionale e allo sviluppo sociale, piuttosto che locale.

L’obiettivo, oggi, per riqualificare il territorio, rivalorizzarlo e metterci in condizioni di poter essere un punto di riferimento sull’hinterland della Valle del Sacco e, volendo, a livello regionale, si basa su due elementi fondamentali.

Da un lato, il supporto della piccola e media impresa esistente, su attività prevalentemente di piccoli artigiani, piccoli commercianti, di sviluppo del turismo locale attraverso la tecnica del turismo diffuso, e attraverso elementi che si basano sul fatto che i giovani e meno giovani devono acquisire tutte quelle conoscenze che sono necessarie per creare una start up di impresa. Questo lo si può fare attraverso l’informazione, creando uno sportello di ascolto al Comune di tutte le possibilità che ci sono, non solo finanziarie. Come dicevamo prima, il GOL sulla regione Lazio, piuttosto che il microcredito o altri interventi di natura finanziaria, ma anche attraverso l’educazione alla crescita di una piccola attività imprenditoriale, artigianale, di servizi, etc. Alcuni esempi di eccellenze sul territorio ad Olevano li abbiamo già. Attraverso le esperienze delle persone che stanno all’interno del gruppo Bene Comune, possiamo creare un sistema di ascolto, di supporto e assistenza alla creazione e allo sviluppo di nuove piccole attività.

La nostra connotazione è quella di aiutare a sviluppare le piccole e medie imprese locali, soprattutto artigianali e agricole, e piccoli commercianti nel centro storico e nella realtà urbana. La parte artigianale e “industriale”, che si sviluppa fuori dal centro urbano, va supportata attraverso l’erogazione delle infrastrutture necessarie affinché queste possono essere sviluppate: collegamento più diretto con la città di Roma, servizi essenziali come depuratore, illuminazione, viabilità e decoro ambientale.

È chiaro che il maggior reddito che deriva dalle attività di grande distribuzione deve essere contemperato attraverso un altro concetto, ossia supportare le piccole realtà dove c’è meno un valore aggiunto, però c’è maggior qualità.

 


 

Domanda 4: inclusione degli ultimi

La politica è bella perché è fatta di idee, visione, futuro. Ma senza una solida base nell’oggi, parlare del domani è un mero esercizio di stile. Oggi, ahinoi, la realtà è che c’è tanto disagio: povertà, disoccupazione, ingiustizia sociale, che scorre nelle vene della nostra comunità, silenziosa e non vista. Come pensate di rispondere, con provvedimenti reali e chiari, alla domanda di dignità che viene dagli ultimi della nostra comunità?

 

Luigi Baldi

Per quanti sforzi possano essere compiuti, permangono ad Olevano come in Italia larghe sacche di povertà che a volte si trasformano in emarginazione. La carenza di lavoro e l’invecchiamento della popolazione consigliano un forte rafforzamento dei servizi sociali. Purtroppo abbiamo perso la guida del Distretto G4 e quindi nel nostro programma proponiamo la creazione di un “Segretariato Sociale” all’interno del quale dovranno essere utilizzate tutte le forme di accompagnamento all’accesso dei sostegni pubblici. Ciò si rende necessario per sottrarre al mercato delle clientele, persone che vivono uno stato di disagio alle quali spesso si è fatto credere che un diritto sia un favore.

 

Silvio Lanciotti

Per poter dare risposte efficaci ad una comunità dove il disagio è concreto e reale, è necessario anzitutto conoscerla e coglierne i bisogni più profondi. Senza un’opportuna consapevolezza delle diversità presenti all’interno del tessuto sociale che abitano il nostro territorio diventa pressoché impossibile attuare azioni o politiche di inclusione, avviare provvedimenti volti all’integrazione della persona e prendere decisioni in merito alle politiche sociali.

 

Stefano Lico

Valorizziamo le identità culturali e creative di ogni territorio, per renderlo più fruibile e attrattivo nei confronti del turismo. Lavoriamo perché le risorse di ogni luogo rappresentino un’opportunità di crescita per tutte le persone che lo abitano e per quelle che lo scelgono come spazio in cui far nascere nuove occasioni di conoscenza, di lavoro e di sviluppo economico e sociale.

Nell’ambito della grande sfida di rispondere, con provvedimenti reali e chiari, alla domanda di dignità che viene dagli ultimi della nostra comunità la nostra idea è rappresentata principalmente da “INSIEME PER LA CULTURA, IL TURISMO, LO SPORT E IL TEMPO LIBERO”, ossia la missione di creare attrattività proprio per promuovere la capacità dei territori, di attrarre persone e competenze, attraverso la cultura e la creatività. Lasciandoci guidare da enti sovracomunali, lavoriamo per riconoscere identità e specificità culturali e creative dei territori, urbani e rurali, in modo da accreditare, posizionare e valorizzare tali elementi, in una prospettiva di sviluppo economico culturale e sociale dei territori.

Abbiamo identificato i temi più significativi per la valorizzazione dell’identità culturale dei territori, della cultura contemporanea, del cinema, di eventi teatrali, del design e soprattutto ritenendo necessario la promozione per la presentazione, della storia locale, individuando per ogni tema una serie di soggetti culturali di riferimento, come ad esempio il Museo Civico di Villa De Pisa, Il Palazzo Baronale e soprattutto il nostro intero Centro Storico, che ad oggi ci aspetta non indifferente, perché INSIEME SI PUÒ FARE LA DIFFERENZA.

 

Umberto Quaresima

Attraverso l’attuazione delle misure PNRR che abbiamo già citato.

Stazione di povertà, sostegno all’autonomia per gli anziani e alla dignità delle persone in condizioni di disagio economico.

Sviluppare nuovi progetti con il Centro Anziani ed il segretariato sociale, che tutti gli anni, in base ai nostri interventi, crea rapporti di integrazione e di inclusione sociale di persone che hanno un certo tipo di difficoltà.

Con uno sportello di ascolto potremmo individuare le caratteristiche soggettive delle persone che cercano lavoro, profilarle da un punto di vista delle attitudini, e aiutarle a rientrare all’interno del mercato del lavoro. Supportare rispetto a un’attività di match tra domanda e offerta di lavoro attiva (e non passiva), quindi tale da poter reinserirsi all’interno di realtà prevalentemente locali.

Quindi la prima cosa è la capacità di andare a mettere in condizione le persone che si trovano in situazioni di difficoltà, perché magari in famiglia non lavorano, di avere tutti gli strumenti informativi necessari per poter poi rientrare nel mondo del lavoro.

La nostra attività si baserà su tre elementi fondamentali.

Il primo è la costruzione di una impresa sociale, utilizzando tutti gli elementi giuridici e amministrativi necessari per poterne supportare la costituzione. Un’impresa che possa essere utilizzare per i servizi all’interno dell’area comunale, che in questo caso sono affidati a fornitori esterni. Mi viene da pensare alla pulizia del territorio, la pulizia del cimitero, il Pedibus, e altre attività che potrebbero avere una domanda di risorse umane del territorio. Mi riferisco anche alla possibilità di affidare la pulizia e la gestione dei parchi, con aree ristoro, percorsi di trekking e percorsi attrezzati, come succede agli Altipiani di Arcinazzo. Questo ci permetterebbe di andare a ridurre la disoccupazione del territorio, e tenere ricchezza all’interno del territorio stesso.

Il secondo intervento sul reinserimento delle persone che escono dal Reddito di Cittadinanza, in base alle competenze, attraverso un sistema di profilazione. Questo lo potremmo fare come ufficio di supporto o sportello al cittadino. In base alla profilazione la persona può andare a fare un lavoro, può sviluppare una piccola attività di impresa, oppure può approfondire le competenze facendo corsi di formazione per poi ricollocarsi di nuovo nel mercato del lavoro.

Il terzo elemento è la creazione di un Segretariato Sociale, ossia un sistema di collegamento tra gli organi del comune, gli organi della regione e gli organi del ministero, tale da utilizzare le fonti di finanziamento del PNRR e le disponibilità comunali, attraverso la rilevazione delle principali necessità. Quindi, tramite l’intervento del servizio sociale, fare in modo che le persone che hanno difficoltà più evidenti possano essere aiutata attraverso interventi mirati. Ad esempio, come abbiamo fatto negli anni precedenti, con la partecipazione alla copertura di parte del canone di locazione, oppure con la concessione di contributi rispetto alle utenze domestiche o rateizzazione tasse comunali. Quindi attraverso la politica fiscale locale realizzare degli interventi mirati di tutela per le fasce più deboli. Da un lato permette alle persone in difficoltà di avere uno sconto, e dall’altro di “restituire” lo sconto ricevuto con disponibilità rispetto alle esigenze del comune (ad esempio la pulizia dei parchi, il controllo del museo, la gestione dei parcheggi, etc.). In questo il piano fiscale tributario di agevolazioni è contemporaneo dal fatto che le persone si rendono disponibile per una quota di giornate e con servizi pubblici importanti per la comunità locale.

 


 

Domanda 5: cosa manca e cosa promettete?

Senza girarci intorno: qual è il problema di Olevano? Cos’è che manca al nostro paese? Cos’è che promettete di portare, qualora veniste eletti?

 

Luigi Baldi

Il problema di Olevano è che non è più un paese preso a modello dai paesi limitrofi, un paese che non ha più una macchina amministrativa, un comune con un grave disavanzo di bilancio da ripianare fino al 2044, un paese che nonostante una Tariffa Rifiuti alta lascia un paese sporco, un paese dove i piccoli esercizi commerciali stanno chiudendo, un paese dove le attività produttive sono in crisi, un paese dove i giovani cercano altrove svago e divertimento, un paese che sta morendo.
Il progetto ambizioso della nostra lista e quindi cercare soluzioni ai problemi di Olevano come in parte risposto alle precedenti domande e con le cento idee riassuntive del nostro programma che invito a leggere.

 

Silvio Lanciotti

L’aspetto forse più evidente di cui la nostra comunità ad oggi è carente è il senso di identità e di appartenenza. Un cittadino che non si identifica nella comunità in cui vive, difficilmente potrà rapportarsi con le istituzioni (dalle quali non si sentirà rappresentato) o dare il proprio contributo all’interno della società, facendo sì che l’intera comunità cresca. Un cittadino che non si sente parte integrante del proprio paese non farà nulla affinché esso cresca, migliori, si sviluppi e diffonda la propria cultura, la sua storia e i propri prodotti ad un livello nazionale e persino internazionale. Occorre ripristinare quel senso di “amor proprio” per le nostre radici, che permettano a ciascuno di noi di collaborare – su un piano orizzontale – con gli altri cittadini e – su un piano verticale – con la macchina amministrativa, per una ripresa generale e una crescita costante.

 

Stefano Lico

Il nostro Comune sta affrontando sfide senza precedenti in relazione a tutta la linea programmatica che la Lista Civica INSIEME PER OLEVANO, che qui rappresento come candidato a Sindaco, ha proposto. Vi ribadisco i titoli principali della programmazione al fine di renderveli evidenti, perché ognuno di essi è un PROBLEMA con in sé altri innumerevoli problemi:

INSIEME PER LE PERSONE E LA COMUNITA’
INSIEME PER AMBIENTE E TERRITORIO
INSIEME PER LA SCUOLA: UN CAPITOLO CENTRALE
INSIEME PER MAGGIOR EFFICIENZA E MENO SPRECHI
INSIEME PER MODERNO RAPPORTO COMUNE – CITTADINI
INSIEME PER LA CULTURA, IL TURISMO, LO SPORT E IL TEMPO LIBERO
INSIEME PER RIQUALIFICARE LA CITTA’

Come ne avrete constatato con la sua lettura, il nostro programma evidenzia proprio tutte le problematiche del nostro ente. Il nostro comune sta affrontando sfide senza precedenti in termini di mancati servizi alla comunità, all’ambiente, all’istruzione e alla cultura extra-scolastica. Tuttavia, siamo ancora in tempo per adottare misure decisive. Il compito da svolgere può apparire arduo, ma possiamo ancora invertire le attuali tendenze negative, adattarci per ridurre al minimo i danni, riformulare la macchina amministrativa a partire dalla riorganizzazione degli uffici comunali, ripristinare i posti di lavoro che negli ultimi anni, per una politica scellerata, si sono perduti con il pensionamento di molteplici dipendenti comunali; hanno creduto di fare del bene ma in verità hanno creato solo malfunzionamento amministrativo. Si è pensato di fare la politica del risparmio, non assumendo tramite concorsi pubblici, a discapito dei servizi alla comunità.

Il primo obiettivo è senz’altro quello di avviare in concreto e nel minor tempo possibile un percorso di ripresa per tutti i comparti della vita sociale e produttiva del nostro fantastico Comune. Nella speranza che il nostro insediamento avvenga con la fiducia dei cittadini, promettiamo di metterci a lavoro fin dal primo giorno per realizzare i punti salienti del nostro programma amministrativo. Una serie di interventi e di progetti che vedranno il loro giusto compimento. I cittadini si attendono molto dalla Lista Civica, che rappresento come candidato a Sindaco, ma non posso che essere compiaciuto del fatto che la stessa Lista Civica ha già dato prova di compattezza e determinazione nel perseguire i propri obiettivi. C’è tanto da fare, dunque, per rispondere alla domanda di servizi e di una migliore qualità della vita.

La lunga fase di emergenza dovuta al Covid-19 ancora non si esaurisce. Anzi, arrivano segnali non proprio positivi e per questo non dobbiamo abbassare la guardia. Come nel resto del mondo anche la nostra economia ha subito dei contraccolpi notevoli che hanno indebolito ancora di più la fragile filiera agro-alimentare. Il commercio e l’artigianato hanno bisogno di interventi e di risorse per riavviare settori di straordinaria importanza per la nostra Città. Come Amministrazione cercheremo di individuare ogni possibile forma di intervento di sostegno per le categorie produttive e commerciali del nostro territorio. Lo sforzo dell’Amministrazione sarà quello di restituire ai cittadini un territorio sano, pulito, pieno di risorse che possono essere un vanto per la nostra comunità.

Spero che la Comunità tutta voglia affidarmi responsabilità che in queste prima settimane mi hanno consentito di apprezzare la professionalità delle risorse umane impegnate a vario titolo nella campagna elettorale. Ritengo che avere delle responsabilità nell’Amministrazione comunale equivale a svolgere un servizio per tutta la comunità locale e questo richiede impegno, disponibilità, correttezza e costanza. Grazie alla fiducia di tutti i cittadini e dei futuri colleghi amministratori ho potuto comprendere come sia importante valorizzare il contatto e la vicinanza con la comunità. Per quanto riguarda le POLITICHE GIOVANILI penso che esse devono essere mirate a coinvolgere i più giovani nel processo decisionale della nostra città. Dobbiamo inoltre fare in modo che si riapproprino con interesse e curiosità di tutto ciò che rappresenta il nostro territorio attraverso lo studio e la conoscenza.

Dobbiamo credere, e noi di INSIEME PER OLEVANO ci crediamo fortemente, che per conseguire la SOSTENIBILITÀ di un Ente Comunale a lungo termine dobbiamo considerare l’ambiente, il clima, l’economia e la società come parti inscindibili della stessa entità.

 

Umberto Quaresima

Il problema di Olevano è il fatto che i cittadini dovrebbero sentirsi attivi rispetto allo sviluppo delle attività sul territorio, che siano sociali, economiche o culturali. Dovrebbero partecipare maggiormente attraverso una maggior coscienza in termini ambientali e civili, anche attraverso una congiunta educazione scolastica su tali temi. Dobbiamo fare in modo che ognuno di noi, nel suo piccolo, faccia la sua parte, evitando di avere un approccio solo pessimista e distruttivo, dicendo che non funziona niente (anche perché non è vero che non funziona niente). Se ognuno facesse la sua piccola parte e avesse questo elemento identitario dell’idea della comunità, dell’idea dell’inclusione sociale, dello sviluppo del territorio e dalla valorizzazione delle risorse che abbiamo, credo che tanti problemi semplici si risolverebbero quasi automaticamente e si potrebbero porre e giuste basi per risolvere i problemi più complessi
È fondamentale il riconoscimento dell’identità del territorio e la condivisione di valori civili comuni a tutti noi cittadini

Il vero problema è che la gente è disamorata della politica, perché tante volte non riesce ad accettare bene tutti i meccanismi burocratici, le difficoltà finanziarie che ci sono dietro. Amministrare non è semplice, però se ognuno facesse la sua parte sicuramente darebbe un grande aiuto per la comunità, e la somma delle piccole parti di quasi 7.000 persone creerebbe un grande valore aggiunto. La nostra coscienza sociale deve maturare rispetto al fatto che siamo in un paese storico, che ha delle grandi eccellenze e che è molto apprezzato in Italia e nel mondo. Ha dei punti di debolezza, ma possono migliorare partendo dal ruolo del cittadino attivo all’interno della cosa pubblica.

Il nostro obiettivo è far sì che i cittadini abbiano tutti gli strumenti necessari per sentirsi parte attiva ed integrata della comunità locale.

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