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Parola ai giovani: intervista agli under 30 di Rinascita Civica

Abbiamo intervistato i candidati under 30 della lista Rinascita Civica: Michelle Cacchioni, Nicola D'Ercole, Nicolò Rovazzani e Martina Sancamillo.
Elezioni Amministrative 2023
Intervista a Rinascita Civica

Abbiamo intervistato i candidati sindaco, e ci siamo fatti spiegare la loro visione sul PNRR, le politiche sovracomunali, l’attrattività economica del paese e l’inclusione degli ultimi.

Ora è il momento di rivolgerci ai giovani, e farci spiegare qual è la loro idea di futuro.

Abbiamo fatto delle interviste ai candidati under 30 di ogni lista.

Abbiamo chiesto ai candidati di rispondere sintetizzando le risposte di ciascuno in una singola risposta che fosse comune alla lista. Alcuni raccolto il nostro invito, altri hanno preferito rispondere individualmente.

Delle quattro liste in gioco, tre hanno inviato le proprie risposte entro il limite di tempo prestabilito per la consegna. Una (Bene Comune), ha inviato le risposte oltre il limite di tempo prestabilito, e per questo motivo l’intervista è stata pubblicata in ritardo.

Di seguito le risposte di Michelle Cacchioni, Nicola D’Ercole, Nicolò Rovazzani e Martina Sancamillo, candidati under 30 della lista Rinascita Civica (per Luigi Baldi sindaco).

 


 

Domanda 1: Cosa manca

Da anni ormai vediamo un esodo di giovani da Olevano verso le grandi città, o addirittura verso l’estero. Cosa manca ad Olevano per i giovani, vedendo le cose dal punto di vista dei giovani? Cosa volete fare per invertire questa tendenza?

Guardando Olevano dal punto di vista dei giovani, le prospettive sono poche, ci risulta difficile anche riuscire a esprimere quello che i giovani effettivamente vogliono.

I giovani, se dovessimo essere sinceri vorremmo rifiutare questo termine, è troppo approssimativo, è solo una categoria semplicistica, che lascia fuori tanti spazi di esperienza e di vissuto.

I giovani subiscono negativamente anche la vita di provincia.

Essere giovane in provincia vuol dire essere al margine di un margine.

Il problema sta che la “nostra generazione” è incastrata in un limbo generazionale, siamo troppo vecchi per essere definiti adolescenti e troppo giovani per essere adulti, o meglio difficilmente riusciamo ad ottenere quelle skill per essere chiamati adulti.

Ad esempio, vediamo i nostri coetanei che lavorano, e nonostante abbiano una condizione lavorativa buona, non si staccano dal loro nucleo familiare.

Questa è una cosa che ci ha indotto a riflettere, subiamo negativamente le problematiche che ci portiamo dietro dall’adolescenza e subiamo negativamente le problematiche che ci provengono dall’età adulta.

Come amministratori comunali certo queste problematiche non rientrano nel nostro campo d’azione, ma questo non significa che non dobbiamo preoccuparcene, dobbiamo comunque tutelare e supportare i giovani nel loro processo di affermazione.

Olevano è un paese da cui i ragazzi fuggono a causa della progressiva diminuzione di spazi condivisi, non c’è un punto di ritrovo culturale, un luogo in cui studiare, in cui passare del tempo in modo intelligente, in cui avere un confronto diretto e, perché no, in cui coinvolgere ragazzi per un progetto o per un’iniziativa.

Sono assenti strutture per praticare lo sport, il campo sportivo è in pessime condizioni, i campetti sono sporchi e pericolosi, non c’è una pista atletica per correre in sicurezza, mancano luoghi ricreativi in cui riunirsi nei mesi invernali e i pochi validi per i mesi estivi, come ad esempio il Parco dell’Acqua Santa, sono impraticabili.

Quello che manca ai giovani è una prospettiva, è la consapevolezza che ad Olevano possano trovare quello che cercano, che la loro comunità possa offrigli la soluzione alle loro problematiche.

Le persone non trovando quello che vogliono nel paese vanno fuori.

Però non è questo il problema. Il problema non sta nel fatto che le persone vanno via da Olevano perché non hanno la possibilità, il mondo va visto e va vissuto, vanno ampliati gli orizzonti, il problema è che le persone una volta uscite non vogliono tornare.

Noi non dobbiamo creare possibilità per far rimanere i giovani ad Olevano, dobbiamo creare spazi condivisi e sani in cui le persone vogliono tornare.

Per invertire la tendenza dobbiamo far sì che Olevano sia un un’opzione valida per i propri cittadini e susciti interesse per quelli dei paesi limitrofi, si deve rimettere in moto tutto, non basteranno cinque anni, e non basterà soltanto l’impegno di chi verrà eletto.

 


 

Domanda 2: Partecipazione

La partecipazione è importante: senza partecipazione ogni progetto muore. Come pensate di coinvolgere i giovani attivamente nei progetti che avete in cantiere, e non far sì che siano solamente degli utilizzatori passivi?

Rendere i giovani partecipi dei progetti che si intende realizzare è importante per la buona riuscita delle iniziative e per rendere i ragazzi pienamente consapevoli e soddisfatti nelle loro scelte.

È fondamentale in questo caso coinvolgere tutti i giovani in prima persona, facendoli diventare attori e non spettatori del processo di rinnovamento del comune.

Siamo pronti ad accogliere ogni iniziativa che ci viene proposta e avviare un dialogo permanente con loro, con l’obiettivo di trovare delle soluzioni adeguate ai problemi che si presentano.

Crediamo che il costante dialogo e una stretta collaborazione con le associazioni presenti sul territorio è necessaria per coinvolgere attivamente il maggior numero possibile di ragazzi e per adempiere a quelle che sono le loro necessità.

Inoltre, è fondamentale la creazione di un consiglio dei giovani aperto a tutti, in cui ognuno contribuisce alla realizzazione dei progetti in cantiere, in cui si possa esprime la propria opinione in merito e offrire il proprio contributo pratico e logistico, oppure portando delle nuove e valide idee per sentirsi partecipe ad una rinascita di Olevano.

Dalla loro parte, i giovani devono avere fiducia nelle istituzioni.

 


 

Domanda 3: Tre cose da fare subito

Tre cose che farete la mattina del 16 maggio, qualora doveste vincere, e come le farete. Ossia tre cose che avete intenzione di fare e che non richiedono tempo, investimenti, e possono essere fatte dal giorno zero.

Difficile fare qualcosa di concreto senza tempo e investimenti.

Tuttavia, in caso di vittoria, la prima cosa che faremo la mattina del 16 maggio sarà quella di andare a parlare con gli elettori, non solo quelli che ci hanno sostenuto, ma soprattutto quelli che non ci hanno sostenuto.

Da quel giorno, il nostro compito sarà ricostituire una Olevano unita, dopo che è stata divisa in quattro nelle ultime settimane.

Lo abbiamo detto più volte: vogliamo essere gli amministratori di tutti. Questo sarà solo il primo passo per divenirlo effettivamente.

Dopodiché, creeremo un dialogo tra le istituzioni e la scuola, coinvolgendo anche le forze dell’ordine, con l’intento di programmare degli incontri con i ragazzi.

Il risultato che intendiamo raggiungere con questi incontri è molteplice, e va dall’educazione alla legalità, all’educazione al corretto rapporto con le istituzioni.

I ragazzi costituiscono una delle risorse più importanti della nostra comunità, quindi è su di loro che dobbiamo investire.

Infine, daremo impulso all’opera di censimento dei locali disponibili di proprietà del comune, per assegnare a ciascuno di loro la destinazione più opportuna, così da renderli al più presto una risorsa per la nostra comunità.

Solo attraverso questa operazione potremo trovare una casa a tutti quei servizi essenziali che ne sono rimasti senza, come la biblioteca, la scuola musicale e le diverse associazioni.

 


 

Domanda 4: Giovani = ?

Proviamo a smontare lo stereotipo tale per cui “giovani = feste = assessorato con delega alla cultura”. Per le nostre generazioni (Millennials, Gen. Z, Gen. Alpha) c’è un mondo al di fuori delle feste. Secondo voi l’equazione “giovani = …” come dovrebbe continuare, e perché?

Partiamo dal fatto che questo stereotipo è stato già evidentemente smontato da questa tornata di elezioni amministrative: il numero di giovani candidati è ben più alto rispetto alle volte precedenti e tutti, a partire da quelli della nostra lista, hanno mostrato interesse ed impegno verso le problematiche dei giovani e del nostro paese in generale.

A parer nostro, l’equazione può essere spezzata in due parti fondamentali. “Giovani = presente = valorizzazione”: la prima uguaglianza (giovani = presente) vuole evidenziare il fatto che i ragazzi sono una risorsa importante in primis per il presente, hanno la maturità e le capacità giuste per affrontare i problemi a cui prima di oggi hanno pensato esclusivamente i “grandi”; la seconda uguaglianza (presente = valorizzazione) vuole suggerire che i giovani hanno la sensibilità adeguata e un punto di vista differente per valorizzare e migliorare quello che abbiamo già al giorno d’oggi.

“Miglioramento = innovazione = futuro”: la prima uguaglianza (miglioramento = innovazione) indica che l’innovazione è l’evoluzione naturale che segue ad un corretto miglioramento dei beni e dei valori che già possediamo; la seconda uguaglianza (innovazione = futuro) rappresenta la chiave per poter pensare ad un futuro migliore, è il nodo fondamentale per il successo di una comunità.

L’anello necessario per il legame delle due equazioni è rappresentato da una buona e corretta amministrazione, che sia in grado di valorizzare i punti di forza del nostro paese e al tempo stesso di migliorare quegli aspetti che invece sono carenti e penalizzanti per i nostri cittadini.

Aggiungiamo anche “giovani = commitment”: commitment inteso come impegno, dedizione e coinvolgimento.

Non è opinione comune ma crediamo che la nostra generazione sappia profondamente cosa sia l’impegno e la dedizione; oggi tutti possono fare ed essere tutto, questo porta ad avere la possibilità di scegliere apertamente cosa poter fare consapevoli che sarà comunque faticoso raggiungerlo.

 


 

Domanda 5: L’Olevano del domani

Una domanda scontata, a cui vi esorto a rispondere in una maniera non scontata: com’è fatto, per voi, l’Olevano del domani?

Pensiamo all’Olevano di oggi, non ci piace assolutamente questa strumentalizzazione del futuro.

Il futuro non è un luogo da raggiungere, non esiste, è solo immaginazione.

Il futuro è un concetto vuoto e poetico in senso negativo, siamo convinti però che con l’impegno quotidiano e costante si possa avere un presente migliore.

L’Olevano di oggi è un paese modello e a misura di cittadino.

Un paese pulito con un occhio di riguardo all’ambiente, alla modernità delle infrastrutture ma al tempo stesso con un centro storico valorizzato e in grado di attrarre turismo.

Un paese in cui ognuno ha a disposizione i servizi di cui necessita, a partire dalla farmacia aperta la domenica, i servizi sociali per le famiglie che ne necessitano, un ufficio che risolva i vari problemi del cittadino, burocratici e non.

Un paese che sappia attrarre l’attenzione a livello regionale e nazionale dal punto di vista turistico ed economico, grazie alla sua storia, alle sue sagre e prodotti tradizionali, e dal punto di vista sportivo grazie alle sue infrastrutture e alla sua ospitalità per gare ed eventi sovracomunali.

Un paese in cui i giovani si sentano rappresentati ed ascoltati, in cui siano fieri di intraprendere il loro percorso culturale e si impegnino attivamente per il bene della comunità.

Un paese con un’amministrazione corretta, sostenibile, aperta al confronto con il prossimo, che abbia come unico obiettivo quello di pensare al bene di Olevano.

Per quanto abbiamo scritto tanti progetti, ci immaginiamo una Olevano curata nei minimi dettagli, dalle piccole cose a quelle più impegnative che ci siamo prefissate.

Una Olevano sorridente perché è di questo che abbiamo bisogno.

 


 

Domanda 6: Un ricordo personale e il vostro obiettivo personale

La politica, per farla, bisogna sentirla come una passione. Un “fuoco che brucia”, un coinvolgimento profondo, che a volte assomiglia più ad una vocazione che a un lavoro. La domanda ora è a ciascuno di voi singolarmente: c’è un particolare ricordo politico che vi ha segnato, che vi accompagna, e vi definisce? E qual è il traguardo politico-istituzionale che vorreste raggiungere?

Michelle Cacchioni. Avendo 21 anni, essendo esterna e non avendo ancora un principio politico amministrativo sono rimasta profondamente colpita dalle vicende politiche del nostro paese e più precisamente dallo scioglimento del consiglio comunale di Olevano. Per quanto riguarda il traguardo politico-istituzionale che vorrei raggiungere non mi sento ambiziosa a tal punto di voler arrivare chissà dove. Per il momento mi accontento di vivere a pieno questa esperienza perché sono certa che mi accrescerà dal punto di vista personale. Amministrare vuol dire crescere, prendersi le responsabilità di una popolazione e di un territorio e per me questo è già davvero molto.

Nicola D’Ercole. Un mio particolare ricordo è più legato ad una stagione politica che ad un singolo evento, mi porto dietro il 2011, il nome Domenico Scilipoti, il governo Monti, la parola crisi che tornava continuazione, ricordo l’insicurezza, la sfiducia e la rassegnazione nella politica. Quale traguardo politico-istituzionale vorrei raggiungere? In questo momento io non ho un traguardo politico, il mio interesse e il mio obiettivo è quello di impegnarmi per la comunità di Olevano.

Nicolò Rovazzani. Personalmente, non ho mai avuto modo di intraprendere attivamente un percorso politico come questo, ma da sempre sono incuriosito dalla gestione del paese, dalla comunicazione con il cittadino, dal funzionamento della macchina amministrativa. In particolare, un ricordo che mi ha fatto interessare a questo mondo è legato alla mia carriera nel nuoto: ho praticato questo sport fin da piccolo e allora la piscina più vicina si trovava nel centro sportivo di Paliano. Quando è stata inaugurata la piscina comunale ad Olevano, ho capito in prima persona quanto sia importante il ruolo dell’amministrazione in un paese: una buona amministrazione ha il dovere di offrire i migliori servizi per i suoi cittadini, e la piscina comunale rappresenta uno di questi, essendo infatti un’infrastruttura che spesso neanche paesi con trentamila abitanti possiedono e che invece il nostro piccolo comune da seimila persone ha la fortuna di avere. Essendo alla mia prima esperienza, non mi sono posto dei traguardi politici elevati, per me l’obiettivo fondamentale da raggiungere è quello di riuscire a rendere Olevano, come già sottolineato precedentemente, un paese modello e a misura di cittadino, che pensi al bene e al futuro della sua comunità e che non dia spazio ad una sterile politica di interessi personali e di favoritismi tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Martina Sancamillo. Nell’immaginario collettivo, oggi la politica è corruzione e compromesso. Per me, che ho iniziato a guardarla con gli occhi da bambina, non lo è mai stato. Anzi, la politica è stato quel posto in cui mi ritrovavo tutte le volte senza volerlo, all’inizio senza esserne neanche consapevole. Quel luogo dove ho trovato delle persone con cui instaurare un dialogo costruttivo, ma anche delle persone più esperte di me, che potessero raccontarmi il passato per permettermi di comprendere al meglio il presente. La politica è quella passione che mi ha messo alla prova tante volte, che così mi ha cresciuta e mi ha permesso di imparare dai miei errori. La politica rappresenta quel qualcosa che, in qualche modo, è sempre stato presente nella mia vita, nei miei pensieri e nelle mie relazioni. Non saprei individuare un particolare ricordo politico che mi ha segnato, per due ragioni. Non riesco a sentire la politica come qualcosa di esterno a me, ma come qualcosa di profondamente intimo, che mi appartiene. Quindi, non riesco a individuare il momento in cui ci siamo incontrate. Inoltre, il mio “fuoco che brucia” è un fuoco che ho nutrito ogni giorno, pazientemente. Non è una fiammata che è cresciuta con una folata di vento improvvisa. Allo stesso modo, non misuro i miei successi politici in traguardi politico- istituzionali. Non mi piace misurare il successo con la grandezza del potere raggiunto. Il mio traguardo sarà quello di arrivare a un certo punto della mia vita, guardarmi indietro ed essere fiera di non aver mai fatto parte di quella politica corrotta, che giunge a compromessi pur di ottenere il potere. Il mio traguardo sarà la consapevolezza di aver mantenuto la mia integrità, in un mondo che troppo spesso perde la dignità per un po’ di potere in più. Questo è per me la politica.

 


 

Le altre interviste

Simone Cianca e Nicole Milana (Scelgo Olevano, per Silvio Lanciotti sindaco)

Alice Proietti Libianchi e Ruben Pizzorni (Insieme per Olevano, per Stefano Lico sindaco)

Cristian Rossi, Veronica Sterbini, Silvia Viti (Bene Comune, per Umberto Quaresima sindaco)

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