Abbiamo intervistato i candidati sindaco, e ci siamo fatti spiegare la loro visione sul PNRR, le politiche sovracomunali, l’attrattività economica del paese e l’inclusione degli ultimi.
Ora è il momento di rivolgerci ai giovani, e farci spiegare qual è la loro idea di futuro.
Abbiamo fatto delle interviste ai candidati under 30 di ogni lista.
Abbiamo chiesto ai candidati di rispondere sintetizzando le risposte di ciascuno in una singola risposta che fosse comune alla lista. Alcuni raccolto il nostro invito, altri hanno preferito rispondere individualmente.
Delle quattro liste in gioco, tre hanno inviato le proprie risposte entro il limite di tempo prestabilito per la consegna. Una (Bene Comune), ha inviato le risposte oltre il limite di tempo prestabilito, e per questo motivo l’intervista è stata pubblicata in ritardo.
Di seguito le risposte di Simone Cianca e Nicole Milana, candidati under 30 della lista Scelgo Olevano (per Silvio Lanciotti sindaco).
Domanda 1: Cosa manca
Da anni ormai vediamo un esodo di giovani da Olevano verso le grandi città, o addirittura verso l’estero. Cosa manca ad Olevano per i giovani, vedendo le cose dal punto di vista dei giovani? Cosa volete fare per invertire questa tendenza?
Simone Cianca. Attrattività e partecipazione. Un paese poco attrattivo non permette partecipazione. Senza partecipazione ogni progetto è doppiamente difficile ed altamente irrealizzabile. Per invertire la tendenza occorre rendere Olevano accattivante, interessante, coinvolgente ed attrattivo, facendo trovare ai giovani che scelgono Olevano un paese alla loro portata e che sappia dargli ciò di cui hanno bisogno. L’amministrazione dovrà essere la fonte ed il mezzo per rivalutare gli spazi comuni che ormai sono un macigno abbandonato a sé stesso. Tale scopo è raggiungibile, altresì, dando spazio a progetti e convenzioni che favoriscano l’imprenditoria giovanile. Questo vuol dire riformare il tessuto sociale dando spazio ai giovani e rendere attrattivo Olevano per permettere ai giovani Olevanesi di non cercare alternative.
Nicole Milana. Per invertire la tendenza ad Olevano vanno ricreate le condizioni tali affinché un giovane possa scegliere di restare nel nostro paese. Per condizioni non intendo soltanto la riqualificazione dei parchi pubblici largamente utilizzati da ciascuno, ma anche opportunità lavorative adeguate. Olevano sembra dimostrare di non aver fiducia nei giovani, di non saper dare loro la giusta attenzione e il giusto incentivo alla loro creatività. Sono previsti mix di finanziamenti per l’imprenditoria giovanile a livello nazionale e regionale di cui pochi ragazzi sono al corrente: a questo proposito l’obiettivo sarà quello di informare tutti i ragazzi di queste grandi opportunità. Per chi non ha interesse nell’aprire un’attività in proprio, sarebbe opportuno stilare una lista di ragazzi intenzionati ad imparare un mestiere e/o disponibili a lavorare a giornate nelle imprese locali. Più e più volte mi è capitato di far passaparola rapidi tra imprenditori e amici per giornate di lavoro retribuite senza ottenere risultati: è un aspetto che va tenuto in conto perché comodo ad imprenditori e a giovani studenti in cerca di qualche lavoretto.
Domanda 2: Partecipazione
La partecipazione è importante: senza partecipazione ogni progetto muore. Come pensate di coinvolgere i giovani attivamente nei progetti che avete in cantiere, e non far sì che siano solamente degli utilizzatori passivi?
Simone Cianca. Rinnovare gli schemi della vecchia politica, del famoso sottogoverno. Non dover occupare posizioni per partito preso o per prospettive politiche, ma per volontà. Senza troppi giri di parole, se si dà spazio si riceve collaborazione.
Nicole Milana. Il tema della partecipazione dei ragazzi ai progetti è a me caro. Nel primo incontro pubblico del 29 Aprile ho appunto citato quanto sia stato soddisfacente vedere ragazzi collaborare tra loro e con adulti per un obiettivo comune. Il coinvolgimento dei ragazzi è quasi automatico dal momento in cui questi riescono ad apportare “al solito” la freschezza della propria generazione. Tradizione ed innovazione riescono facilmente ad andare di pari passo se c’è elasticità e predisposizione all’ascolto da ambo le parti (adulti e giovani) al momento dell’organizzazione di un progetto/evento. Il famoso detto “una botta al cerchio e una alla botte” è esemplare in questo caso dato che la tradizione va salvaguardata ed esaltata ma allo stesso tempo l’innovazione non può essere frenata: il giusto connubio è intersecarle.
Domanda 3: Tre cose da fare subito
Tre cose che farete la mattina del 16 maggio, qualora doveste vincere, e come le farete. Ossia tre cose che avete intenzione di fare e che non richiedono tempo, investimenti, e possono essere fatte dal giorno zero.
Simone Cianca. Non fare promesse. Analizzare ogni singolo metro quadrato di Olevano, scendere in campo notando criticità e lati positivi. Mettermi a disposizione di ogni singolo cittadino, creando interconnessione tra l’amministrazione e la cittadinanza attiva per la risoluzione delle problematiche o per il miglioramento del nostro paese.
Nicole Milana. La mattina del 16 Maggio sicuramente ringrazierò le persone che hanno creduto in me. Sarà disponibile ovviamente di persona, via social e attraverso la pagina GiovaniXOlevano gestita da 16 ragazzi che mirano da anni al benessere giovanile olevanese. Il vantaggio di essere già membro di un’associazione giovanile è proprio quello di ripartire da dove avevo lasciato un mese fa: organizzando manifestazioni. Quindi:
- Continuerò a fare associazionismo come ho fatto fin ora invitando, però, anche i ragazzi candidati delle altre liste a partecipare insieme alle nostre iniziative e a quelle esterne all’associazione. Chi ha voglia di fare per il proprio paese avrà modo di farlo al di là della vittoria delle elezioni. Collaborazione e non rivalità.
- Raccoglierò idee e terrò d’occhio bandi di concorso. Mi metterò a disposizione dei ragazzi di Olevano per raccogliere qualsiasi tipo di idea cercando di suddividerle in “realizzabili a breve termine” e non. Se nel Via Libera che verrà riaperto sarà possibile adibire uno spazio apposito per la raccolta delle richieste sarebbe di grande aiuto per tutta la comunità.
- Mi impegnerò a farle presenti da subito per poi concretizzarle assieme a chi saranno gli assessori di riferimento.
Domanda 4: Giovani = ?
Proviamo a smontare lo stereotipo tale per cui “giovani = feste = assessorato con delega alla cultura”. Per le nostre generazioni (Millennials, Gen. Z, Gen. Alpha) c’è un mondo al di fuori delle feste. Secondo voi l’equazione “giovani = …” come dovrebbe continuare, e perché?
Simone Cianca. Giovani = Futuro. Sta ad ognuno di noi decidere come vedere il proprio futuro e quello della propria comunità. Una comunità nella quale non si partecipa e non si investe è destinata a morire. I giovani di oggi saranno gli adulti di domani e se non si preoccupano della nostra comunità giovanile saremo destinati alla fine di ciò. Una volta eletti lo slogan del giovane in lista sarà terminato. In quel momento nasceranno le responsabilità derivanti dal progetto che si è fatto proprio e sarà l’occasione per amministrare un comune con la propria squadra indifferentemente dal proprio dato anagrafico. Ognuno dovrà prestare competenza e professionalità all’ente con un impegno fattivo, in linea con le responsabilità prese, la formazione o le esperienze passate, giovane o non.
Nicole Milana. L’equazione giovani=cultura non è un errore. Il mondo è in continua evoluzione e, come tale, ha bisogno di ragazzi al passo con i tempi. Partiamo da questa porzione di realtà perché è quella in cui possiamo inserirci meglio e in minor tempo influenzandola in positivo con tutto il buono che internet e l’innovazione ci danno. Pur confermando che ogni settore richiede competenze specifiche o esperienze rilevanti, riusciamo qui a dare un contributo importante fin da subito. Nessuno vieta ad un ragazzo di avvicinarsi al mondo del bilancio e lavori pubblici… a dirla tutta, non tutti quelli che ci hanno preceduto nelle amministrazioni avevano certificazioni di settore per poter ricoprire quel ruolo. Nel bene o nel male, con impegno e dedizione sono riusciti nel loro intento e, allo stesso modo, potremmo farlo noi. Aggiungo anche la possibilità di ritrovare candidati consiglieri comunali che si formano seguendo un corso di studi incline agli altri assessorati più che a quello alla cultura, quindi un ragazzo può intraprendere TUTTI i percorsi.
Domanda 5: L’Olevano del domani
Una domanda scontata, a cui vi esorto a rispondere in una maniera non scontata: com’è fatto, per voi, l’Olevano del domani?
Simone Cianca. Così come lo vediamo fotografato ora e come lo vedremo sempre, il paese più bello del mondo ogni volta che ritorno da migliaia di chilometri di viaggio giornalieri. Pieno di storia, pieno di possibilità derivanti dalla terra, pieno di realtà associative uniche. Tuttavia, non da spettatori o fotografi, ma da PROTAGONISTI. Pionieri di una realtà che si metterà a servizio della cittadinanza e che si farà traino di investimenti mirati e nuove possibilità. La base sarà, quindi, la fotografia che per anni ci ha contraddistinto, ma con l’attualizzazione di un paese più pulito, conviviale e accogliente per tutti.
Nicole Milana. Al momento l’Olevano del domani sarà l’equivalente di una stanza d’albergo (e non a 5 stelle) dove torneremo solo per dormire. Da sempre gli olevanesi si spostano fuori Olevano per lavoro ma è altrettanto vero che molti sono rimasti qui grazie alle attività commerciali e agricole locali. Ad oggi le attività commerciali locali sono in calo, Olevano non è più scelto come paese della domenica né come meta notturna dai ragazzi, non c’è flusso turistico e non ci sono strutture immediatamente utilizzabili. Uno scivolo malandato ai giardinetti non terrà le nuove generazioni ancorate a questo paese.
Domanda 6: Un ricordo personale e il vostro obiettivo personale
La politica, per farla, bisogna sentirla come una passione. Un “fuoco che brucia”, un coinvolgimento profondo, che a volte assomiglia più ad una vocazione che a un lavoro. La domanda ora è a ciascuno di voi singolarmente: c’è un particolare ricordo politico che vi ha segnato, che vi accompagna, e vi definisce? E qual è il traguardo politico-istituzionale che vorreste raggiungere?
Simone Cianca. Il ricordo politico che mi ha segnato è lungo 12 anni, da quando ho cominciato a fare politica nelle sue varie forme, una strada non sempre facile, più le sconfitte che le vittorie, ma colma di confronto con chi l’ha sempre pensata diversamente da me, piena di lavoro duro e costante, piena di impegno senza chiedere indietro nulla di specifico. Se posso avere un sogno nel cassetto scaturito dalla politica è sicuramente entrare in consiglio regionale. Il miglior traguardo per chi ama e vive il territorio e cerca di creare un ponte tra micro e macro-realtà. Il migliore impegno per chi vuole ascoltare la gente della propria terra e mettersi a disposizione per questo. Sarebbe facile dire che la politica nazionale è più prestigiosa ed ambiziosa, purtroppo risulta ancora troppo distante dalla micro-realtà.
Nicole Milana. La Politica non è per me un fuoco che brucia. Fino ad oggi ho visto modi di far politica lontani dal mio modo di essere e dai quali prendo le distanze con tutta me stessa. Estrapolo da ogni esperienza passata il meglio e il peggio e quindi, senza entrare nel merito delle esperienze, confermo soltanto di non appartenere e non voler appartenere a quella politica vecchia e paracula che ci accompagna da anni. Non ho un modo di far politica né un modello da seguire, sono semplicemente un’amante di un paese che cerco di rivalorizzare come meglio posso. Il consiglio comunale è per me un’occasione per far meglio ciò che faccio per me stessa e per gli altri ragazzi.
Le altre interviste
Alice Proietti Libianchi e Ruben Pizzorni (Insieme per Olevano, per Stefano Lico sindaco)
Cristian Rossi, Veronica Sterbini, Silvia Viti (Bene Comune, per Umberto Quaresima sindaco)